sabato 27 aprile 2013

Illusioni

Ritorno a scrivere oggi, dopo due settimane.
Ultimamente scrivo poco, perché non riesco a scrivere, a capire cosa ci sia in quella mia testa bacata. Eppure avrei e vorrei mettere per iscritto tanti miei pensieri, dubbi, preoccupazioni e, soprattutto, gioie. Gioie perché ultimamente sto vivendo in maniera diversa, migliore, malgrado io faccia le stesse cose di prima, ma forse è l'essere dichiarati, a non poche persone, che ti cambia, ti libera e ti fa godere di tante piccole cose quotidiane. Però ci sono delle preoccupazioni, anzi dei miei limiti, che non mi lasciano in pace, che sono sempre in agguato, come dei demoni, ed io ho paura che mi afferrino e mi divorino. Una persona, il T, sa bene quali siano i miei demoni e mi rassicura, dicendomi che tutto passerà, esortandomi a superare alcune paure, ma io adesso non ho tutto questo coraggio.
Ci vorrà del tempo. Tutto cambierà, all'improvviso, come spesso è accaduto.” Queste sono le mie illusioni, che mi tranquillizzano, seppure per poco, però non servono a nulla, bisogna fare qualcosa, bisogna reagire. Per questo motivo ho deciso di procedere avanti, nella direzione giusta, almeno in quell'ambito della mia vita in cui sono bravo, in cui ho ancora delle speranze.
Magari nulla cambierà, magari mi sto illudendo, ma almeno posso dire: "Ci ho provato!"

domenica 7 aprile 2013

Correre

Il tempo corre veloce, velocissimo. E' troppo veloce, io lo rincorro e non riesco a raggiungerlo, a toccarlo.
Corro e corro, sono sempre alla ricerca di un qualcosa, ma non so cosa sia. E' come se fossi un robot. Non so il motivo di questa fretta, di quest'ansia, ma non sono l'unico, bensì uno dei tanti. Sì, uno dei tanti perché tutti corrono e se una persona non lo fa è strana, fuori dalla realtà, e non ha capito nulla.
Questa maratona, che è la nostra vita, è imprevedibile, tortuosa e, soprattutto, competitiva. La nostra vita è una competizione. Bisogna raggiungere degli obbiettivi, dei progetti, e se non si arriva in tempo non si è nessuno, anzi sì, solo un fallito.
Fermarsi, pensare e decidere quale percorso intraprendere è un lusso, in questo modo si rischia un incidente, scontrandosi con altri individui intenti ad inseguire quella cosa, che è tutto e niente.
Ho paura di tante cose, non so cosa devo fare nella vita e tra l'altro non ho tanta scelta, eppure corro, non posso fare altrimenti.
Due settimane fa, era di mattina, mi ero svegliato ed ero strano, mi chiedevo cosa fare, mi chiedevo il perché la sera prima avessi tanti pensieri e in quel momento avevo il cervello vuoto. Ero tranquillo e dopo un po', senza accorgermene, cominciavo a correre, come sempre, ma senza sapere quale fosse la meta. La stessa cosa è accaduta l'altra mattina. Io ero in ritardo, come quasi tutte le mattine, ero di fretta e camminavo velocemente, come un ossesso, ma ad un certo punto, in metro, mi ero chiesto perché corro, perché, anche se corro, non raggiungo quei risultati e perché sono agitato. Ero in uno stato di quiete, mi sentivo bene, malgrado le risposte fossero negative, dato che ho capito una cosa, seppure piccola.
Vorrei che quei momenti di quiete, quelle pause, fossero più frequenti e più lunghi, così riuscirei a capire tante cose, a darmi tante risposte che non ci sono, o che, forse, ci sono ma io non le vedo perché son di fretta, perché son sbadato o perché cerco da tutt'altra parte.
E' vero, ho fatto tanti miglioramenti, però io non riesco ad essere clemente con me stesso. Vorrei bruciare le tappe, come si suol dire. Mi son reso conto che quest'ansia mi viene trasmessa dagli altri, non da me, e ciò mi crea confusione, rabbia e delusione.