venerdì 25 gennaio 2013

Probabilmente...

Probabilmente io non dovevo far capire nulla.
Probabilmente lui mi ha preso in giro.
Probabilmente lui è uno stronzo.
Probabilmente lui è confuso.
Probabilmente io non sono figo quanto lui.
Probabilmente era troppo perfetto, irreale.
Probabilmente è giusto così.

Martedì lui era diverso, era distante. Nulla era come il giorno prima.
Il collega, il C, è cambiato, mi ha trattato in maniera diversa. Oggi ha detto alcune frasi, che poteva risparmiare, che mi hanno ferito. Ho dovuto fare finta di niente, sono rimasto inerme. E' stato davvero brutto.
Lui ha iniziato tutto, lui è stato ed è l'ambiguo, lui mi ha fatto perdere la testa, ed ora è lui che fa finta di niente, che vuole smentire tutto, come un bambino.
Provo rabbia, dolore ed umiliazione, mi sento un idiota. E' la prima volta che affronto una situazione del genere.
Vorrei odiarlo, eppure se lo vedessi, proprio in quest'istante, sorriderei, sarei contento. E' così. Non riesco a volergli male, come oggi è accaduto.

Non scrivo altro, perché mi vergogno.
Il tutto è così patetico.

lunedì 21 gennaio 2013

Il C

Lui è bello, o così appare ai miei occhi.
Lui è intelligente, colto, gentile ed affascinante. 
Lui è un chiodo fisso, è nei miei pensieri. 
Lui fa sì che io sia sempre tra le nuvole, che io combini disastri ed errori in continuazione.
Lui è il mio opposto, rappresenta quella categoria di persone che io evito, eppure mi piace. Questa situazione mi eccita.
Lui è particolare, è un oratore e le sue parole sono, per me, poesia. Lo ascolterei per ore.
Lui ci ha provato, mi ha lasciato tanti indizi...
Lui è il mio collega.
Solo questa sera ho avuto il coraggio di far capire le mie intenzioni, attraverso una frase molto chiara, detta da me, in metro. Sì, una frase. Sì, proprio in metro, poco prima che io uscissi. Subito dopo gli ho sorriso e l'ho saluto. Sono uscito e mi sono recato al treno. Ero agitato, il mio cuore batteva forte, forte. Non sono riuscito a leggere, come di solito faccio, anche perché ho comunicato tutto alla L tramite Whatsapp. 
Sono confuso, forse sono stato avventato, forse ho fatto la cosa giusta, non so cosa pensare.
Lo so, è infantile. Tante storie solo per una frase.
In passato io non ero così, ero più sciolto, ora sono molto più rigido. Fatico ad eliminare questa corazza che mi sono creato, fatico a vivere apertamente la mia sessualità e la mia emotività.

Io non ho mai provato un'attrazione così forte verso un uomo, scrivo "uomo" perché lui è più grande di me, seppure di pochi anni. Lui è proprio un uomo, è maturo. Mi dico che sono patetico, che mi sciolgo davanti alla prima persona che mostra un minimo interesse per me, oppure mi dico che lui è troppo diverso, ma in realtà abbiamo molto in comune.
Sono proprio queste comunanze, queste coincidenze, che mi fanno apparire il mio collega, il C, la persona giusta al momento giusto. Nulla di più e nulla di meno.

Non so come andrà a finire, ma almeno ci ho provato, questo già vuol dire qualcosa.
Vediamo che succede domani!
Mamma mia che tardo che sono!

P.S. Un grazie alla L e al T, che mi sostiene sempre, lo disturbo in maniera incredibile. Domani il blog compie un anno.