domenica 7 aprile 2013

Correre

Il tempo corre veloce, velocissimo. E' troppo veloce, io lo rincorro e non riesco a raggiungerlo, a toccarlo.
Corro e corro, sono sempre alla ricerca di un qualcosa, ma non so cosa sia. E' come se fossi un robot. Non so il motivo di questa fretta, di quest'ansia, ma non sono l'unico, bensì uno dei tanti. Sì, uno dei tanti perché tutti corrono e se una persona non lo fa è strana, fuori dalla realtà, e non ha capito nulla.
Questa maratona, che è la nostra vita, è imprevedibile, tortuosa e, soprattutto, competitiva. La nostra vita è una competizione. Bisogna raggiungere degli obbiettivi, dei progetti, e se non si arriva in tempo non si è nessuno, anzi sì, solo un fallito.
Fermarsi, pensare e decidere quale percorso intraprendere è un lusso, in questo modo si rischia un incidente, scontrandosi con altri individui intenti ad inseguire quella cosa, che è tutto e niente.
Ho paura di tante cose, non so cosa devo fare nella vita e tra l'altro non ho tanta scelta, eppure corro, non posso fare altrimenti.
Due settimane fa, era di mattina, mi ero svegliato ed ero strano, mi chiedevo cosa fare, mi chiedevo il perché la sera prima avessi tanti pensieri e in quel momento avevo il cervello vuoto. Ero tranquillo e dopo un po', senza accorgermene, cominciavo a correre, come sempre, ma senza sapere quale fosse la meta. La stessa cosa è accaduta l'altra mattina. Io ero in ritardo, come quasi tutte le mattine, ero di fretta e camminavo velocemente, come un ossesso, ma ad un certo punto, in metro, mi ero chiesto perché corro, perché, anche se corro, non raggiungo quei risultati e perché sono agitato. Ero in uno stato di quiete, mi sentivo bene, malgrado le risposte fossero negative, dato che ho capito una cosa, seppure piccola.
Vorrei che quei momenti di quiete, quelle pause, fossero più frequenti e più lunghi, così riuscirei a capire tante cose, a darmi tante risposte che non ci sono, o che, forse, ci sono ma io non le vedo perché son di fretta, perché son sbadato o perché cerco da tutt'altra parte.
E' vero, ho fatto tanti miglioramenti, però io non riesco ad essere clemente con me stesso. Vorrei bruciare le tappe, come si suol dire. Mi son reso conto che quest'ansia mi viene trasmessa dagli altri, non da me, e ciò mi crea confusione, rabbia e delusione.

24 commenti:

  1. Beato te che, malgrado non sai che strada prendere, corri. Io, al contrario, sto fermo immobile e sono affetto dalla stessa malattia: incapacità a capire dove andare. :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Romeo, incontriamoci per un caffè, magari capiamo dove andare. XD

      Elimina
  2. Mi riconosco nelle tue parole, anch'io provo l'ansia di cui parli. Un po' sono io a trasmettermela, un po' sono gli altri (credo tutto ciò che ci circonda). Viviamo in una realtà fatta a "tappe", singoli obiettivi, un'eterna staffetta in cui dobbiamo sempre scambiarci un testimone incandescente. Proprio per questo, credo, finiamo col farci male, smettendo di essere clementi con noi stessi. Ma i momenti di quiete bisogna protrarli il più possibile: io non ci sono ancora riuscito (:-P) ma - in un modo o nell'altro - bisogna trovare un estensione o qualcosa di simile :) E, prima poi, una bottarella di gioia arriverà, deve arrivare ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Speriamo che tutto migliori, per entrambi.
      Dobbiamo essere calmi!

      Elimina
  3. probabilmente hai anche una componente caratteriale che non ti facilita un approccio più tranquillo ... devi imparare a gestirla al meglio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione. Io non facilito la situazione, anzi...

      Elimina
  4. Dopo questo post sul correre e la vita che è competizione, ti ci vuole proprio questo libro:
    http://hereinthecloset.blogspot.it/2011/05/che-ne-e-stato-di-te.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come sempre, mi hai incuriosito! :)

      Elimina
  5. Bisognerebbe imparare dagli animali che corrono solo quando ce ne veramente bisogno purtroppo il mondo in cui viviamo oggi non aiuta anzi ci spinge sempre a correre di più sia quando serve che quando non serve.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sono così, non riesco ad essere tranquillo.
      Ci sto provando, parto dalle piccole cose. :)

      Elimina
  6. Ma la vita ti spinge a correre... se non stai a passo tutto diventa difficile, già facendo così ci si sente sempre indietro, figurati se ci si lascia andare ai nostri tempi. In città poi la cosa è accentuata al massimo, però, e lo ammetto, correre ci fa sentire liberi e in grado di poter fare tutto anche se con l'ansia e con lo stress...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero che correre mi faccia sentire libero.

      Elimina
  7. meglio correre che restare immobili... ogni tanto però concediti una sosta o almeno una camminata tranquilla :p

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rafa, raggiungi me e il Romeo, così ci facciamo una camminata. Solo quello! XD

      Elimina
  8. Risposte
    1. Averceli, e soprattutto raggiungerli. Poveri noi! :)

      Elimina
  9. Amleto, il tuo nome/nick contiene la riflessione sulla coscienza di sé. Momenti di riflessione capitano a tutti. L'importante è che quando corri lo fai perché tu lo vuoi. Altrettanto quando ti fermi. Tempo fa un filosofo da 4 soldi disse che gli uomini non hanno bisogno di lavorare e affermava che è quello che ci corrode. Dal punto di vista filosofico-religioso, Il buddismo di per sé indica come via per l' illuminazione, il distacco dalle pulsioni del mondo materiale e la negazione di ogni pulsione spirituale. Una sorta di non-essere per arrivare ad essere. Credo che il ritmo ce lo dobbiamo dare noi. Arrivare ad una autonomia che nemmeno io ho ancora avuto. Arrivare ad essere padroni di noi stessi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ultimamente non so più cosa voglio, o meglio so cosa vorrei ma è impossibile che ciò si avveri. Mi trovo in un buco nero, imprecisato e soprattutto instabile.
      Vorrei la stabilità, solo quello.

      Elimina
    2. allora suddividi il tuo impossibile in piccoli sotto-passaggi che ti aiuteranno a raggiungerlo. Delle volte una difficoltà è meno difficile, basta considerarla come una serie di problemi più piccoli che saprai svolgere senza tanta fatica... scommetto che sai bene cosa intendi per stabilità. Arrivaci a piccoli passi.

      Elimina
    3. E' quello che sto facendo, ma alcuni passaggi sono tortuosi, altri, invece, meno.
      Speriamo di farcela. :)

      Elimina
  10. Finalmente vedo i commenti!
    La frenesia a cui siamo sottoposti (e a cui ci lasciamo sottomettere), tante volte ci impedisce di capire cosa vogliamo. Perché dobbiamo fare tutto e dobbiamo farlo subito: studiare, trovare lavoro, avere soldi e successo. Forse non sempre questo è quello che vogliamo.

    Penso che le pause, in un mondo che pare esserne sprovvisto, sia NECESSARIO crearsele e godersele. Se ne può uscire molto più in forma ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti! Ma quando arrivano altre pause?
      Forse le dobbiamo creare noi, far sì che avvengano...

      Elimina
    2. Mi sa che l'ultima è l'opzione giusta!! ps. aggiorna più spesso ;)

      Elimina
    3. Cercherò di aggiornarti più spesso, Nani! XD

      Elimina