martedì 13 novembre 2012

Un aperitivo



Domenica sera mi sono dichiarato alla L.
Volevo confessarle tutto da un bel po', perché usciamo sempre insieme, perché lei mi dice qualsiasi cosa ed io mi sentivo in colpa, mi sentivo limitato da quella situazione.
Noi stavamo andando a fare l'aperitivo, eravamo in auto, nel comasco, lei parlava di un appuntamento avuto con un ragazzo, subito dopo io ho raccontato di D, il ragazzo dell'appuntamento, e del suo comportamento, che a me non è piaciuto.
E' difficile da spiegare, è stato così strano, così semplice, per la prima volta mi sono sentito sincero nei confronti della L, le ho detto quello che penso, quello che provo, come si fa normalmente tra amici. 
Durante la serata c'era un ragazzo, altamente ambiguo, che ci fissava, non si capiva se guardasse me o lei, pare, tra l'altro, che sia del nostro stesso paese, così dice la L. A volte credo che il mio radar non funzioni bene, non so, ma non sempre è facile capire se una persona sia veramente gay.
Questa mattina mi sono incontrato con la G, dopo mesi è ritornata in patria, seppure per pochissimi giorni, anche a lei ho detto tante cose, però tra noi c'è sempre stata quella complicità.
Credo che il mio coming out, per ora, si sia concluso, dato che mi sono dichiarato a tutte le persone a cui tengo.
Baci ;)

venerdì 9 novembre 2012

Un treno per dove

E' stata pubblicata la graduatoria definitiva per il bando, io non sono stato scelto.
Potrei dire che non ci sono rimasto male, che non era importante, ma mentirei, dentro di me speravo in un esito positivo.
Non è facile, perché in questi momenti mi sento col morale atterra, mi sento una merda, rifletto e mi chiedo se ho qualcosa di sbagliato, se meritavo la vittoria di questo stage, se merito un posto di lavoro decente.
Sono arrabbiato con tutto e tutti, ma lo sono soprattutto con me stesso, perché mi sono illuso, perché ho una laurea che "ad un tratto" non serve ad un emerito nulla, perché ad ogni brutta notizia non dovrei buttarmi giù, perché dovrei essere più sicuro di me stesso, perché dovrei essere fiducioso, eppure... 


vorrei un biglietto per un posto
dove non ci sono i cani
poveri granelli di pepe
abbandonati in mezzo ad un'estate
un posto dove non ci sono vecchi soli
che amavano molto la moglie
e tengono i nipoti in un portafoglio
di foto ciancicate
dove gli uccelli tagliano l'autunno
e l'aria non si rompe in uno sparo
dove nessuno è un'isola
e l'anima non s'incarta nel denaro
dove la paura non passa più
nei nostri occhi di conigli
e non c'è più da scavalcare nessun muro
dove i soldati tornano alle case
e si accovacciano coi figli
a colorare un cielo un po' più largo di futuro
un treno per dove
il giorno non finisce
e il sole è un grido in mezzo al viso
del mattino di un sorriso
un treno per dove
non arrivi il vento di follia
che gela il cuore
e che ci trascina via
un posto senza le borgate
calce e polverone
bucate da mille finestre uguali
che si mangiano la campagna
dove non c'è più attesa
ma un lavoro da sputare nelle mani
dove il tempo inganna gli orologi
e questa corsa assurda per domani
dove le ombre corte dei bambini
non si fermano in un pianto
lasciate indietro dalla fretta degli adulti
dove tutti sono persone
e ognuno ha un sogno ed un pensiero suo soltanto
e un uomo non si piega con le botte e con gli insulti
un treno per dove
il mare è grano azzurro
e un saluto di gabbiani
sulle barche e tra le mani
un treno per dove
accenderai la luce
e sarai un bicchiere d'acqua
nelle notti dei miei guai
un treno per dove
libero e ribelle
correrò come un cavallo
sotto grappoli di stelle
un treno per dove
non ci sia lo spazio
per perderti di più
un treno per dove esisti tu


Buona serata ed un abbraccio 
Ivan