lunedì 29 ottobre 2012

Sì viaggiare

Oggi sono stato a Milano, ho avuto un colloquio molto importante, per uno stage all'estero.
Ho partecipato ad uno bando istituito dalla Regione Lombardia, con mio grande piacere e stupore ho passato la prima fase, che era molto dura e l'incontro di oggi sarebbe la seconda ed ultima fase. In questi giorni mi sono preparato e ho dovuto fare dei test per certificare il livello del mio francese, dato che dovrei andare in Francia.
Non so come sia andato il colloquio, la selezionatrice mi è sembrata un po' superficiale, mi ha domandato le stesse cose del questionario che dovevo consegnarle, mi è sembrata un'incapace, lo so penserete che io giudichi o pensi male, ma vi assicuro che lei era stordita.
Ho paura di non farcela, credo che sia l'ultima occasione decente, ho questo presentimento. Io mi sto impegnando moltissimo per cercare un lavoro, difatti ho trovato questo bando proprio grazie le mie ricerche, mica era pubblicizzato o messo ben in evidenza, ma il problema è che non esiste nessun aiuto, nessuna prospettiva per un futuro dignitoso, il nostro è solo un paese per vecchi, per raccomandati e per venduti, non voglio fare il polemico, questo è lo scenario.
Vorrei che mi prendessero per questo tirocinio, con la speranza che suddetta esperienza possa rendere più “interessante” il mio profilo, perché vorrei ritornare in patria, so e sento che il futuro sia qui, in Italia, non sarei in grado di vivere il resto della mia vita lontano dalla mia famiglia, dai miei amici e dalla mia terra, la Lombardia. E' strano, ho sempre voluto partire, andarmene via, abbandonare i miei problemi, le mie difficoltà, eppure ora sono certo che se partissi avrei dei piccoli ripensamenti, per la prima volta in vita mia non vorrei abbandonare tutto, ma solo partire, per un breve periodo.
Se non dovessi superare il bando avrei sempre le mie ripetizioni, quindi un lavoretto c'è, e poi cercherei e cercherei lavoro, perché non ci si può solo lamentare, come fanno molti giovani, ma bisogna tentare e tentare.



Sì viaggiare
evitando le buche più dure
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentando per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore. 

Incrociamo le dita!
Ivan

mercoledì 24 ottobre 2012

Un incontro



Oggi ho avuto un appuntamento, con un ragazzo che sentivo da un po', si tratta del primo incontro da dichiarato.
Lui è un ragazzo carino, gentile, premuroso, intelligente, più grande, però è anche molto diverso da me, forse l'opposto. Mi ha intrigato perché è un ragazzo maturo, infatti mi ascoltava, capiva le mie paure, mi assecondava e non mi ha messo fretta nell'incontrarci, cosa che ho deciso io.
Credo che l'incontro sia andato male, non è scattata la cosiddetta scintilla, probabilmente è solo una mia impressione, ho il presentimento che lui pensi la stessa cosa. Non so se diventeremo amici o qualcosa di più e non so se ci rivedremo, noi abbiamo stabilito che oggi ci saremmo visti solo come amici, senza farci illusioni.
Nonostante tutto sono felice, dato che ho fatto io la prima mossa e ho superato una paura non indifferente.
Sì, sono felice e sollevato.

Buona serata
Amleto

domenica 21 ottobre 2012

Solitudine



La solitudine è brutta, essa si accentua in alcuni momenti della giornata, della settimana.
Ultimamente mi sento solo, troppo spesso. E' vero, non sono solo, ho una meravigliosa famiglia, degli amici tanto cari, ma quell'orribile sensazione non mi abbandona, non mi da tregua, è lì e mi intristisce.
Questa notte, alle 2.30, stavo per arrivare a casa e mi sentivo solo, entrato a casa è arrivata la mia S, che scodinzolava, era così felice del mio arrivo e ciò non mi bastava, ero infastidito, da tutto e tutti. Mi sono lavato i denti, ho guardato il PC ed erano le tre di notte, io non avevo sonno e mi sono messo a sistemare i miei vestiti della serata, ho sistemato un po' l'armadio, e mi sono messo a pensare al passato e a X.
Quando uscivamo insieme lui mi accompagnava a casa, io gli dicevo di mandarmi un messaggio quando sarebbe arrivato a casa, quindi io aspettavo il suo messaggio in piedi, non andavo a letto, dato che mi sarei addormentato subito dopo.
Ieri ho fatto quelle stesse cose, era la stessa situazione eppure non è arrivato nessun messaggio, ieri come da un po' non mi preoccupavo per nessuno, e sicuramente nessuno si preoccupava per me.
Erano le quattro e non riuscivo a prendere sonno, ascoltavo la musica sul mio i-pod eppure continuavo a non avere sonno, ero nel letto e di fianco me c'era la S. Colpa dei pensieri!
Ieri è stata una bella giornata, ho ricevuto una o due belle notizie, nulla di certo, ma non avevo qualcuno col quale confidarmi, come se se fossi solo in un mondo pieno di persone.
Sentirsi soli è proprio brutto!

Buona domenica
Amleto

domenica 14 ottobre 2012

Una scomparsa

Davanti a questa dura realtà non si sa come reagire, come aiutare chi ha bisogno e soffre.
Davanti a questa dura realtà si sta male, si piange, si riflette e si è grati per quello che si ha e si avrà. 
Non tutti hanno la fortuna di farcela, di gioire delle proprie vittorie, così come i loro cari.

Oggi ho ricevuto una brutta e spiacevole notizia.
Non conosco bene quella persona, eppure sono triste.
Probabilmente è orribile, egoistico e meschino, ma oggi ho anche gioito per quello che non è capitato a me e alla mia famiglia.

giovedì 11 ottobre 2012

Riflessioni da post coming out




Oggi è la giornata mondiale del coming out ed io non lo sapevo, ne sono a conoscenza grazie a Pier(ef)fect. Colgo l'occasione per ringraziarlo.

Il primo coming out avvenne a gennaio. Era martedì, faceva freddo e mi trovavo in un sentiero di campagna, tra le pannocchie, mi sentivo strano e dentro di me c'era un qualcosa di forte che doveva uscire. Iniziai a piangere, come una fontana, dissi tutto alla V, lei pianse insieme a me e mi abbracciò. C'era anche la mia cagnetta, la S, che dopo mi leccò le lacrime. Subito dopo mi sentii bene, sollevato, migliore e nudo. Se ora ci penso mi fa tenerezza quel ragazzo, ero così diverso, così spaventato da tutto.
Fu strano, eppure quel giorno, il 24 gennaio 2012, iniziò il percorso del mio coming out, che si concluse il 12 agosto 2012.
Sono stati sette mesi duri, i più lunghi della mia vita, caratterizzati da tanti eventi, alcuni belli ed alcuni brutti.
L'ultimo coming out, rivolto ai miei genitori, fu il più difficile, eppure una sera capii che quello era il momento giusto, io ero pronto per il mio futuro.
Oggi sono dichiarato, le persone a me più care sanno tutto, ma sono molto disorientato. Ho paura di tante cose, credo che tutto sia finito, che io abbia vissuto un'altra vita, che tutto stia per cambiare. E' brutto, perché il periodo successivo al coming out è devastante. Spesso mi dico che non avrei dovuto dire nulla, che avrei dovuto lasciare tutto intatto, perché quella era la mia vita, ora il tutto mi è sconosciuto. Faccio fatica a gestire la mia nuova vita, dovrei fare tutto alla luce del sole ma non ne sono capace, mi vergogno di me stesso. E' così, non posso mentire a me stesso.
Io non sono nessuno, ma posso dirvi che è difficile mentire, così come dichiararsi e rifarsi la propria vita. Il coming out è solo una confessione, non è la soluzione ai nostri problemi, ai nostri dubbi e ai nostri dolori, ma bisogna lottare ed avere coraggio.
E' vero, si tratta di un breve periodo, ma spesso mi sento uno schifo e rimpiango il mio passato, che era familiare, bello e sicuro, adesso tutto è instabile, non so nulla e ciò mi mette ansia.
Concludo dicendo che malgrado tutto io sono fiero di me stesso.

Per chi ne fosse interessato, i miei coming out:

venerdì 5 ottobre 2012

Una cena e...

Ieri sera sono stato al ristorante con mio padre, una serata solo tra uomini. E' stata molto bella, io ho mangiato tantissimo e benissimo.
Ho capito che lui ha preso molto bene la grande notizia, anche se non mi ha più fatto domande, anche se non abbiamo più accennato l'argomento, ma alcune cose i figli le capiscono.
Noi non abbiamo mai avuto un rapporto bellissimo, quello classico tra padre e figlio. Abbiamo sempre parlato, lui è stato un padre presente, non mi ha mai fatto mancare nulla, ma mancava quel feeling che doveva esserci. Probabilmente era questo l'errore, ovvero fare paragoni con gli altri, noi siamo una cosa unica.
Quando ero un bambino lui mi appariva come un esempio, un qualcosa da diventare, però io sono diverso, non in senso negativo o positivo, semplicemente diverso. Evidentemente la mia strada è un'altra, non posso fare le classiche cose da figlio, eppure sono certo che lui da me desideri quelle cose.
Sempre ieri ho ricevuto il mio Titolo accademico. E' arrivato a casa mia per posta ed è bellissimo. Mia madre vuole incorniciarlo. E' il segno che questa fase della mia vita è veramente finita.
Sono molto agitato, domani mia madre ha la visita dalla radioterapista, inoltre ho alcuni, anzi troppi, pensieri che non mi danno tregua.
Un abbraccio
Amleto