venerdì 20 luglio 2012

Come sarà?

In questi giorni mio padre è fuori, per lavoro, quindi io ero solo con mia madre a casa, ora non più, dato che vi è un intruso, anche se per pochi giorni.
L'altra sera avrei voluto dire tutto a mia madre, eravamo a tavola ma mi sono bloccato.
"Mamma sono gay! Mi dispiace per tutto. Forse non sono il figlio modello, ma sono così. Non sarò mai il tuo trofeo, come mia sorella, non sarò mai un esempio, non sarò mai in grado di avere una famiglia normale. So che ciò ti arrecherà dolore, so che tutti i parenti rideranno di te, di me e di voi. Ma io non posso vivere così! Probabilmente lo sai o lo hai sempre saputo. Mi sento in colpa, perché so che non sarà facile per te, perlopiù ora, ma io sono esausto, non riesco più a mentire, vorrei condividere la mia vita con voi, non chiedo altro. Questi miei problemi ci sono, sono evidenti, se fosse per me vorrei essere etero ed avere una vita normale, perché io voglio questo. Mi spaventa tutto questo, io vorrei avere una famiglia, una persona d'amare, ahimè un uomo, anzi il mio uomo con cui passare il resto della mia esistenza. Chiedo solo questo. Vorrei arrivare a trent'anni di convivenza, traguardo raggiunto da te e papà quest'anno. Lo so, è patetico, ma questo è il mio sogno. So che non è semplice, non lo è stato per me, non lo sarà neanche per te e per voi. Voglio solo che tu sappia che io ti voglio bene, malgrado io non sia in grado di manifestare i miei sentimenti in maniera eccellente."
Questo avrei voluto dire, ma non ci sono riuscito.
E' questione di giorni, di settimane o di mesi. Io non so nulla, non so come dichiararmi.
Tento di prevedere la scena, mi pongo delle domande: "Lo devo dire in cucina, oppure in sala? Devo rimanere in piedi e loro seduti sul divano? Devo sedermi con loro? In quale momento della giornata? Davanti ad un bel caffè? Devo preparare la valigia, nel caso mi cacciassero di casa? Loro piangeranno? Saranno delusi da me?".
Ma non sono in grado di darmi nemmeno una risposta.
La mia testa è nella confusione, tanti problemi ci sono, alcuni stanno scomparendo, ma lasciano dei segni non indifferenti. 
Ho deciso di prendermi una pausa, o meglio Amleto si prende una pausa, poche settimane, che hanno lo scopo di darmi una sorta di serenità e di stabilità per superare questo traguardo, il più difficile ma decisivo. Devo mettere ordine, per affrontare nel miglior modo possibile tutto questo. Sento la calma che precede un qualcosa di complesso, di difficile e di tortuoso.
Sappiate che questo non è un addio, ma è un arrivederci. Continuerò a leggere i vostri blog e li commenterò. 
Colgo l'occasione per ringraziarvi, ancora un'altra volta, ma è giusto così. In questi mesi mi avete dato tanti consigli, mi avete sostenuto. Se sono riuscito a fare qualcosa in più per me, a essere sincero con me stesso e agli altri è anche per merito vostro.
Inoltre un ringraziamento speciale è per T, il mio T. Lui sa tutto di me, sa quello che ho vissuto e mi ha dato un sacco di consigli. E' la persona con la quale mi sono più aperto, con lui mi sono confidato tantissimo. E' strano, io sono una persona rigida e chiusa, non voglio riferire i miei problemi alle persone, odio apparire debole agli altri, difatti mento e dico che tutto va bene. Mi piace fare la parte di quello che se ne frega, che ride e scherza, non amo la compassione e credo che molti proverebbero questo se sapessero quello che vivo.
Vi mando un grosso bacio e buone vacanze ^_^
Amleto


martedì 17 luglio 2012

Negli episodi precedenti

Nella casa dell'Amleto, come in tutte quelle dei terroni che vivono al Nord, si ricevono chiamate ad orari strani, effettuate dai parenti che vivono nella terra d'origine.
Oggi alle 07:30 mi squilla il telefono di casa, io rispondo ed è mia zia.
Io: Pronto.
Lei: Ciao Amleto sono la zia...
Io: Ma è successo qualcosa?
Lei: Niente! Non posso chiamare!? Stai insinuando che io non chiami mai!?
Io: Ma sono le 07:30. E' successo qualcosa per chiamare a quest'ora?
Lei: E allora? Volevo sapere come state?
Io: Bene... E tu?
Lei: Che ci fai a casa?
Io: Forse ci vivo.
Lei: Ma quand'è che ti trovi un bel lavoro e una bella ragazza!? Non sono mai stata da voi, al Nord, per un matrimonio. Almeno tu fai le cose in grande. Non fare come tua sorella, che si è sposata in comune ed ha invitato pochissime persone, senza dire nulla a noi parenti.
Io: Zia ho ancora ventidue anni, sono giovane.
Lei: Intanto trovati un lavoro e una brava ragazza, il tempo passa e fra qualche anno... Siamo una famiglia dobbiamo partecipare questi eventi, quindi i matrimoni... Poi non pensi a tua madre!? Anche lei vorrebbe un bel matrimonio per suo figlio.
Avrei voluto dirle: "Zia ma vaffanculo! Ma che cazzo te ne frega!? Ma chi ti vuole!? Anche se mi potessi sposare non ti inviterei! Ma che cazzo me ne frega dei tuoi figli!? Ma pensa te!".
Mi è venuto un nervoso, già ho i miei problemi, poi chiama questa pazza esaurita di mia zia, che per fortuna vive in Sicilia.
Io mi imbarazzo e non riesco a gestire queste domande, divento rosso, menomale che ero al telefono.
Ieri ho visto la L, una mia ex compagna delle superiori. Noi ci vediamo spesso con la C.
La L è bellissima di fisico, alta, magra e seno rigoglioso, ma il viso è bruttino, diciamo brutto. La L è la classica ragazza che si trascura, che non si sistema, malgrado abbia delle potenzialità. Alle superiori venne soprannominata "Roberta" dall'Amleto e dalla C, come le modelle degli spot della casa di intimo omonima, per ricordare la sua bellezza di fisico e il viso non proprio grazioso.


L'aspetto della L, che non è il massimo, tra l'altro neanche valorizzato, non le impedisce di cuccare in maniera vergognosa.
Ieri, a casa mia, io e lei...
Io: Che mi dici L?
L: Vuoi sapere le news della settimana, o essere aggiornato su tutto, cioè da dove sei rimasto!?
Io: Negli episodi precedenti! Hi hi hi
L: Allora sabato sono stata lì a ballare e con due ragazzi... Poi c'è quello, l'amico di mio cugino... Inoltre il tipo della Foot-Locker...
Ha parlato per quasi un'ora, io scioccato ho pensato: "Ma 'sta sgualdrina, brutta come la fame, neanche il massimo dell'intelligenza eppure... Pure fighi se li becca. Che nervi! Io invece sono solo... Ma com'è possibile!? Perché la invidio!? Sono senza parole, viviamo in un mondo di ciechi. Ecco il motivo di ciò..."
Io: Bene... Ti dai da fare!
L: Tu invece? Non mi dici mai niente.
Io: Beh io non ho nulla di entusiasmante da dire... 
L: Come!? Il viaggio a Copenaghen!? Chissà cos'hai combinato lì!? Poi sei diverso ultimamente...
Vorrei mandarla a cagare! E' idiota!? Ma non capisce che devio il discorso!? Mi tranquillizzo, devo rimanere "tranzollo" (ma che lingua è!?), come mi è stato detto, osservo il suo viso, bruttino ed ingenuo, che mi fa una smorfia maliziosa. Decido di non dire nulla, con l'intenzione di far credere qualcosa, almeno si fa dei castelli e non mi rompe più le balle.
Volevo tirare fuori i ventaglietti dalla dispensa, ma lei non se li merita... Mi sta antipatica oggi! Se li farà dare da uno dei suoi spasimanti. Me li mangio tutti io! Ormai solo questo mi è rimasto: mangiare...


Adesso, io non capisco il perché di questo?
Io ho dei problemi nel rapportarmi con l'universo maschile, il tutto mi spaventa tantissimo. Sono una cariatide che ha fatto tanto eppure non riesce a concludere nulla. E' grave! E' impossibile! Ho ventidue anni, devo velocizzarmi... Alla fine anche se ci provassi che succederebbe!?
Nulla, ma io mi faccio le mie seghe mentali assurde, che mi rendono più squilibrato di quello che già sono.
Io devo darmi una mossa, non accetto questo! Io devo procedere oltre, mi sto preoccupando, magari ho qualche fobia strana. Oddio non ci voglio pensare.
Mi urta questa situazione, la L non può farsi otto ragazzi in due settimane e io nulla...
Dai è ridicolo, io sono ridicolo.
Non è che mi voglia vantare, ma sono caruccio e simpatico... Allora perché!?
La mia scena la faccio, vedo che gli altri mi fissano... Farò pena, che ne so...
Che io venga osservato è un aspetto positivo, almeno se volessi fare qualcosa non dovrei fare la prima mossa, io sarei la preda. E' giusto ricordare che anche io ultimamente non mi limiti affatto, mi metto ad osservare, facendo intuire qualcosa.
Io mi sono impuntato su questo problema, negli ultimi giorni ci penso spesso e non mi da tregua.
Sono un manico di scopa rigido... Mi devo alleggerire. Ciò è possibile, io mi impegnerò.
Quindi concludo questo post altamente triste e patetico dicendo: "Ragazzi io non vi aggiornerò sugli episodi precedenti, come la L, ma sugli episodi futuri".
Un bacio e buona giornata ^_^

domenica 8 luglio 2012

Sguardi...

E' confermato: l'Amleto viene osservato dagli uomini. Il che mi fa enormemente piacere, prima invece se ci fosse stato un ragazzo a fissarmi, mi sarei agitato in maniera incredibile. 
Ieri sera in un pub, con alcuni amici, ho pure fatto uno sguardo malizioso ad uno, che mi ha guardato un bel po', ci stava dentro, insomma un bel ragazzo. Eravamo verso la fine della serata, io invaso dal vino della cena e dai cuba della serata, ma ero lucido, forse un po' leggero, mi sono detto: "O adesso o mai più! Facciamo questa trasgressione! Qui non mi conosce nessuno...".  Lui ha contraccambiato e si è pure alzato, ma io me ne sono andato. Quando sono uscito ero teso, eccitato e soddisfatto. Mi sono sentito come un bambino che suona i campanelli dei palazzi e poi scappa... Ovvero non ha fatto nulla, ma tanto allo stesso tempo.
Ridicolo!? Patetico!? Sono così eccitato per uno sguardo malizioso, ricambiato per giunta.
Tutto questo per me è nuovo, ma mi gasa tantissimo.
Non ho mai avuto un bel rapporto col mio corpo, ma il fatto che ci siano persone a fissarmi vuol dire che c'è qualcosa in me, che mi fa star bene e mi gratifica. Io non sono bello, sarò carino, ritengo inoltre che la mia consapevolezza, dunque la mia instabile serenità degli ultimi mesi, fa sì che io risulti più bello, rispetto al periodo precedente i vari coming out. Me ne rendo conto, ho una luce diversa nel viso.
Poi la G mi ha detto, sempre tramite Skype, che io ho anche un accenno di addominali. Come darle torto, però mi mancano due bei pettorali e due belle braccia.
E' vero, ultimamente sto combinando poco, da quando ho iniziato a dichiararmi non ho più avuto esperienze. Prima di tutto ho mollato X, la nostra era una storia squallida, io ora cerco altro. A volte sento la mancanza del suo corpo, dei nostri rapporti e dei nostri abbracci, ma se dovessi pensare che quando lo incontravo in giro faceva finta di non conoscermi mi viene la tristezza e lo schifo.
Sono in castità, eppure le occasioni non sono mancate, ma non ho reagito, ho paura, credo che prima sia meglio dire tutto alla mia famiglia. E' vero, per molti di voi potrà essere una cavolata, ma la mia paura è che qualcuno mi possa vedere e dire tutto ai miei genitori. Non vorrei che sapessero tutto da un'altra persona.
E' difficile adattarsi ad una nuova vita, ma io vedo dei miglioramenti, questo mi rende più sereno e mi da la forza di andare avanti. Se per dichiararmi ho aspettato tanto, cosa saranno pochi mesi!? 
Mi sento un tardone, su tante cose, perché mi sto addentrando in questo mondo da poco... Chiariamo, non è che io non abbia vissuto niente, ma tali scoperte le ho fatte al buio, all'insaputa delle altre persone.  
Fare tutto di nascosto, in luogo appartato o in casa non è come baciare un ragazzo in un locale, oppure provarci. Infatti su queste prime volte mi sento un po' vergine...
Forse il contenuto di questo post è ridicolo. Quando ci si dichiara è così, si riflette e si capisce che il cambiamento è incredibile, è interiore, è percepibile. Tutto muta, la vita viene vista in maniera diversa, non si ha paura di dire: "Che gnocco quello lì" (quando ci sono persone che sanno!), osservi il tuo futuro più positivamente, speri ad un amore, ad una vita di coppia... 
Insomma ti ritrovi ad essere adolescente, un'altra volta.
E' come se io fossi la Carrà, che è la straniera a Santa Fe ed incontra il Pedro. Io però sono il nuovo arrivato a Gaylandia, sono il forestiero... Il mio Pedro!? Me lo sono fatto sfuggire...
C'est la vie!
Un bacione e buona serata ^_^



giovedì 5 luglio 2012

In attesa...

Lunedì sera dopo la cena descritta nel post di martedì scorso, mi sono candidato ad un'offerta di lavoro. Un'importante realtà della grande distribuzione presente nel Nord-Italia cerca direttori di supermercato, io allora mi candido e mi dico: "Provare non nuoce, alla fine mica guarderanno il mio profilo..."
Il giorno dopo, quindi martedì, mi squilla il telefono...
Io: Pronto!
L'azienda (era una signora): Lei è... Abbiamo ricevuto la sua candidatura, fatta ieri sera. E' interessato a questo lavoro? Se vuole le fisso un colloquio. Lei ha i requisiti che stiamo cercando.
Io: Ok, va benissimo...
Lei: Quando si laurea?
Io: Io sono già laureato. l'ho scritto nel profilo, ho dovuto inserire anche il titolo della tesi.
Lei: Perfetto, meglio.
Allora oggi ho fatto il colloquio, non vi ho voluto dire niente perché non mi sentivo. 
Sono stato agitato e mi sono detto: "Oddio io direttore di supermercato!? La mia unica possibilità di avere un lavoro decente! La mia famiglia sarà contenta, potrà essere felice. Un colloquio è meglio di niente. Ma se dovessi fallire!? Che vergogna! Allora non lo dico a nessuno. Se dovesse andare bene lo comunicherò agli altri. Ma che figata, guadagnerei bene... Oddio ma è il supermercato di A. Bene, benissimo. Potrei diventare il suo superiore, col passare degli anni. Hi hi hi. Ma come mi devo comportare al colloquio? Come mi devo vestire? L'abbigliamento è il nostro biglietto da vista, ci rappresenta, io do importanza all'abito e alla cura delle persone. Devo essere elegante, sobrio, è pur sempre un posto di rilievo. Mica posso andare con le infradito, suvvia, restiamo seri. Devo fare bella figura, presentandomi con disinvoltura, devo essere sicuro di me stesso, ma non troppo, se no appaio arrivista e non umile. Li devo stracciare gli altri, come fossero vermi..."
Ieri ho vuotato il sacco alla C e alla G. Devo condividere le cose belle, non ce la faccio a non dire nulla, troppe volte ho taciuto.
Nel pomeriggio sono andato a casa di C, ma c'era anche la madre, mi sentivo agitato, infatti le ho riferito del colloquio e le ho parlato dei miei problemi, lei mi è stata vicino e mi ha dato dei consigli, a parer mio forti. Non sono riuscito a parlare della mia omosessualità, della mia nuova vita, lei sa tutto. Io ho difficoltà nell'aprirmi con lei, eppure è la mia migliore amica, lei non ha accennato l'argomento. Ho pensato che la nostra amicizia fosse alla fine, ma in realtà abbiamo parlato di temi molto più gravi, se lei non mi volesse più bene non mi direbbe cose così intime. Probabilmente sono io che ingigantisco tutto, magari C aspetta che cominci io il discorso, ma con lei mi blocco. E' solo questione di tempo, lei ha reagito in maniera egregia.
Nella serata invece ho sentito la G tramite Skype. Ho detto anche a lei del colloquio, raccontando del mio amore/sentimento verso A, della mia gaffe sul salame, al che ha riso per mezz'ora. 
Io: Allora io sono davanti i salami e lui mi si avvicina... Mi piace duro!
Lei: Sei il solito... Va beh anche lui, cosa vuoi che faccia uno che tocca il salame.
Io: Ma lo sai che lui lavora lì...
Lei: Passerete anni a fare doppi sensi.
Io: Ma ti immagini!?
Lei: Ma com'è lui?
Io: Figo.
Lei: Ma come l'hai conosciuto?
Io: In palestra, lui mi ha fatto credere qualcosa, ma è fidanzato...
Lei: Oh mio dio...
Io: Perché è tutto così difficile?
Lei: Non lo so... Ora quando chiudi racconto la storia al mio C. Ci facciamo un po' di risate...
Io: Fate con comodo! Ormai...
Credo il colloquio sia andato bene. Incrociamo le dita ^_^
Durante la presentazione dell'azienda, fatta da una signora che dice: "Noi siamo un'azienda seria, non assumiamo tappabuchi. Se assumiamo uno che lavora nel reparto frigo, ovvero salumi e formaggi, noi vogliamo che lui diventi un professionista, che conosca bene il reparto..." mi viene in mente A, che diventerà esperto di salami. 
Mi stavo mettendo a ridere...
Se mi dovessero assumere sarei l'ultima ruota del carro, sarei al gradino più basso della gerarchia, ma avrei nella targhetta una scritta che ricorderà che io sono un allievo in formazione, con l'obbiettivo di diventare direttore. Ci sono varie tappe, che bisogna superare, il tutto richiede anni, ma ciò non mi spaventa.
Comunque ragazzi sono in attesa di una loro chiamata. Speriamo che vada tutto bene. Io credo di aver fatto una bella figura, rimanendo me stesso, questo è l'importante.
Un bacio ^_^

P.S. Un grande bacio a T. Lui mi sostiene ed ascolta sempre, facendomi apparire come una persona normale, mi capisce. E' una persona squisita. *_*




domenica 1 luglio 2012

Malinconia

Sono triste, agitato e arrabbiato.
La testa non si ferma mai, è sempre intenzionata a pensare, ahimè suddetti pensieri sono tristi, facendomi diventare malinconico.
In questi giorni è capitato tutto e niente, i fantasmi e gli spettri del mio passato sono ritornati, io non posso farne a meno, era inevitabile.
Non sto bene per niente, malgrado ci sia qualcosa di positivo.
Belle notizie che dovrebbero rendermi felice, ma in realtà mi mettono ansia. Tutti pensano che sia grandioso, che tutto sia risolto. Non è così, potrei fallire, potrebbe andar male... 
Sono triste perché è passato quasi un anno. Dal quel momento io sono cambiato, così come la mia vita, le mie certezze sono svanite. Quel giorno di settembre mi ha devastato.
Nulla ritornerà come prima, forse tutto era troppo perfetto, ma io non credo. Io non ho una vita perfetta, come tutti possano credere, dietro alla bella facciata di una casa o dietro un sorriso di cortesia si celano dolori che molti ignorano. 
Io devo mettermi in pace con me stesso, devo capire che cosa mi sia capitato e chiedere scusa a delle persone.
Sì, mi devo far perdonare, perché io ho un brutto carattere, sono una testa di cazzo e pure orgoglioso. 
Io non sono bravo con le parole, malgrado sia logorroico, difatti ho detto cose che non avrei dovuto dire, non riuscendo a dire quello che pensavo, potevo ribadire che io ci tenevo a quella persona, che soffrivo e soffro ancora adesso.
Probabilmente quella persona non merita il mio affetto, perché io sono uno stronzo che non è capace a chiedere scusa, insomma un vigliacco.
Ogni giorno tento di cambiare, di migliorare, però i risultati non si fanno vedere. Forse inconsciamente io non voglio cambiare, ormai mi sono creato un mio mondo, le mie piccole certezze. L'autocontrollo su tutto non esiste, è un'utopia, ma io sono sempre lì cercarla. La mia più grande paura è che tutto possa peggiorare, se ciò avvenisse io non riuscirei a superare un altro ostacolo, non più. E' per questo che io sono legato a tante cose, tante abitudini, risultando maniaco.


Un bacio ^_^
Speriamo che vinca l'Italia! Vado ad una festa col maxi schermo...